Intervista al marmista e scultore Francesco Perotti

Abbiamo fatto una bella chiacchierata con Francesco Perotti, scultore e marmista di lungo corso, che alla soglia dei 90 anni (portati splendidamente), ha ripercorso con noi alcune delle tappe più importanti della sua vita e della sua famiglia.

L’azienda della famiglia Perotti nasce nel 1920 dall’iniziativa del padre Giovanni che apre una bottega di scultura nei pressi di Via Taverna a Piacenza: il nostro Badini Gaetano venne qui ad imparare il mestiere per poi aprire la sua attività nel 1933. Racconta Francesco Perotti che suo padre si stupì che un ragazzo così giovane avesse il coraggio di avviare un’attività in proprio.

L’arte è sempre stata nel DNA dei Perotti: mentre Francesco e il fratello Paolo, cresciuti tra le opere d’arte, diventano scultori, due sorelle diventano violinista l’una e organista l’altra.

Francesco e il fratello Paolo entrano da giovani nell’azienda di famiglia che, nel 1954, viene ampliata e spostata a Borgotrebbia, nella sede attuale, dove ancor oggi vengono realizzate colonne, sculture, decorazioni, pannelli e pavimenti in marmo.
Accanto all’azienda è sorta poi anche la casa di Francesco, dove sono nati i suoi due figli (un maschio e una femmina) e dove lui vive tuttora.

Francesco frequenta l’istituto Gazzola di Piacenza e tra il 1955 e il 1959 studia all’Accademia di Brera, allievo di Marino Marini. Guido Ballo è il suo docente di storia dell’arte; all’Accademia insegnano Manzù e Messina.

Dopo gli studi, Francesco diventa fedele collaboratore di Marini, e viene da lui considerato quasi come un figlio.
Dopo un momento di “blocco creativo”, nascono le opere più belle di Francesco che sono rappresentate da nudi femminili, scolpiti in bronzo: di queste creature, una seduta, una coricata, una in piedi, e di quelle realizzate in marmo dal fratello Paolo, è ricco il giardino giapponese ricreato tra l’abitazione e l’azienda, dove siamo stati e abbiamo scattate le foto di questo articolo e che pare un luogo incantato, un’oasi di pace.

Oggi l’attività viene portata avanti dal figlio Luigi che ha dato la propria impronta arricchendo l’azienda con le sue opere, marmi e mosaici, in continuità con il passato.

L’azienda rappresenta indubbiamente un’eccellenza nel mondo dell’artigianato piacentino, dove la conoscenza dei materiali, la continua ricerca, l’abilità nella lavorazione e il grande amore per il lavoro fanno la differenza. La nostra chiacchierata si è conclusa con una piccola ma grande verità di Francesco: “A chi fa con passione un lavoro, spiace quando vien sera”.

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